LUMEN
Un film di Giorgio Magarò
Con LUMEN, Giorgio Magarò prosegue un percorso cinematografico costruito negli anni attraverso un cinema indipendente, personale e profondamente curioso verso ciò che si trova ai margini della realtà. Dai lavori a carattere sociale ed educativo fino alla fantascienza di Halien, Space Truckin', L'isola sbagliata e CHAOS, il regista ha sempre utilizzato il cinema come strumento per interrogare il presente, raccontare l'essere umano e spingersi verso territori non convenzionali.
In questo senso LUMEN appare come una nuova tappa, ma anche come una sintesi di molte delle suggestioni che hanno attraversato il suo cinema. Se CHAOS guardava all'ignoto attraverso una fantascienza visionaria e artigianale, e L'albero di Tesla affronta il rapporto tra scienza, solitudine e sogno attraverso la figura di Nikola Tesla, LUMEN porta questa ricerca dentro una storia dai toni più intimi, mescolando investigazione, memoria, mistero e fantascienza.
Al centro del film c'è Andrea Serra, un investigatore privato chiamato a confrontarsi con un caso apparentemente ordinario che lo conduce progressivamente verso una vicenda legata alla Pavia del 1974, a un misterioso avvistamento e a un oggetto enigmatico. Al suo fianco c'è Eleonora, una donna cieca che, proprio attraverso la sua particolare capacità di percepire il mondo, diventa una figura fondamentale nel percorso del protagonista.
LUMEN
È qui che emerge uno dei temi più cari al cinema di Magarò: la necessità di guardare oltre ciò che appare. Il regista ha dichiarato di prediligere un cinema dai ritmi non frenetici, capace di lasciare spazio alle immagini, alla musica e all'immaginazione, con l'ambizione di trasportare lo spettatore “aldilà del tempo e dello spazio”. LUMEN sembra nascere esattamente da questa poetica.
Anche formalmente il film si inserisce in questa ricerca: il bianco e nero, il formato cinemascope, gli ambienti di Pavia e il recupero di atmosfere e suggestioni degli anni Settanta costruiscono un universo sospeso tra realismo e fantastico. Ad arricchire le immagini, abbiamo inoltre le narrazioni musicali jazz curate dallo storico collaboratore di Magarò, Francesco Menichella che contribuiscono a creare una atmosfera sospesa tra noir e poesia.
La presenza di Luigi Cori e Chiara Vitti, attori che hanno già lavorato con Magarò, aggiunge al progetto un elemento di continuità artistica. Il loro ritorno nel cinema del regista crea un ponte tra le esperienze precedenti e questa nuova storia, contribuendo a rafforzare quella dimensione personale e riconoscibile che attraversa il percorso cinematografico di Magarò. Nuove inoltre le preziose collaborazioni con gli attori Elisa Calderoni, Luciano Pagetti ed Antonio Ramaioli.
Senza anticipare ciò che accadrà, LUMEN è dunque soprattutto un invito a lasciarsi sorprendere. È un film che raccoglie l'esperienza maturata da Magarò nei suoi lavori precedenti e la porta verso una dimensione ancora più personale, dove il mistero non è soltanto qualcosa da risolvere, ma una porta attraverso cui interrogarsi sulla memoria, sulla perdita, sulla percezione e sul bisogno umano di credere nell'impossibile.
LUMEN non racconta soltanto una storia di UFO.
Racconta ciò che accade quando smettiamo di fidarci di ciò che vediamo.
LUMEN
Un film di Giorgio Magarò
Con Luigi Cori, Chiara Vitti, Antonio Ramaioli, Elisa Calderoni, Luciano Pagetti, Inga Babenko, Francesco Mastrandrea
musiche Francesco Menichella, organizzazione Arianna Merlini
Un mistero ambientato a Pavia.
Una storia d'amore e perdita.
Un incontro con l'ignoto.
Una luce che attraversa cinquant'anni.
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